Gli ambienti ospedalieri sono considerati a rischio incendio elevato secondo i criteri di cui all’allegato 1 del DM 10-03-98, fra le misure di prevenzione e protezione che il datore di lavoro deve adottare (DM 10 marzo 98 art. 3) vanno annoverati:
- estintori
- impianti idrici
- impianti di rivelazione e segnalazione incendi
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estintore 6 Kg |
locali |
Tempo di azione (sec) |
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estintore a polvere |
centrale termica centrale di condizionamento locale compressori serbatoio gasolio per CT centrale gas medicali cucina lavanderia – stireria archivi reparti degenza pronto soccorso (camera calda) deposito materiali infiammabili autorimesse sala riunioni |
6-25” (9 secondo UNI) |
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Estintore CO2 (anidride carbonica) |
Centrali elettriche Sotto centrali di zona Quadri di piano Gruppo elettrogeno Volume tecnico ascensore Centrali di sterilizzazione Quadri comando CDZ Sala operatoria rianimazione Reparti degenza Pronto soccorso Laboratori Diagnostiche Ambulatori |
8-20 (9 secondo UNI) |
Tutte le attività ospedaliere secondo la Bozza di disposizioni di Prevenzione Incendi “Ospedali” del 4-4-98, devono essere dotate di un adeguato numero di estintori portatili da incendio. Gli estintori devono essere distribuiti in modo uniforme nell’area da proteggere, è comunque necessario che almeno alcuni si trovino:
- in prossimità degli accessi
- in vicinanza di aree di maggior pericolo
Estintori
Il numero e la capacità estinguente degli estintori portatili devono rispondere ai valori indicati nella tabella 1 dell’allegato 5 del DM 10-3-98 che classifica gli ospedali come attività ad elevato rischio di incendio; tale decreto inoltre prescrive che in ogni caso il percorso per raggiungere l'estintore non può superare i 30m.
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Tipo di estintore |
Superficie protetta da un estintore |
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Rischio basso |
Rischio medio |
Rischio elevato |
13 A – 89 B |
100 mq |
- |
- |
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21 A – 113 B |
150 mq |
100 mq |
- |
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34 A – 144 B |
200 mq |
150 mq |
100 mq |
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55 A – 233 B |
250 mq |
200 mq |
200 mq |
L’impianto idrico di una struttura ospedaliera parte dal collettore collegato alla rete idrica stradale; passando attraverso un disgiuntore di pressione, per evitare il ritorno di pressione nella rete idrica, si installa l’attacco motopompa che ha la doppia funzione di passaggio dell’acqua in pressione ai montanti e in caso di emergenza l’innesto dell’attacco autobotte dei VVFF. Dall’attacco motopompa si crea un anello che va a collegare tutti i montanti degli idranti interni ed esterni. La rete sarà corredata da ulteriori valvole di intercettazione per isolare in caso di necessità una parte dell’impianto; la loro collocazione a l’obiettivo di isolare agevolmente parti dell’impianto per le verifiche periodiche, evitando di porre fuori servizio l’intera protezione.
Tali impianti devono essere realizzati a regola d’arte ed in conformità alle norme:
- UNI –VV.F 9487 Apparecchiature per estinzione incendi – Tubazioni flessibili antincendio di DN 45 e 70 per pressioni di esercizio fino a 1,2 Mpa
- UNI- VV.F 9488 – Apparecchiature per estinzione incendi – Tubazioni semirigide DN 20 e 25 per naspi antincendio
- UNI-VV.F 9491 – Apparecchiature per estinzione incendi, impianti fissi di estinzione automatici a pioggia , erogatori (sprinkler)
Secondo la Bozza di disposizioni di Prevenzione Incendi “Ospedali” del 4-4-98, gli impianti devono prevedere quanto indicato dalla seguente tabella
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Posti letto |
Tipo di impianto |
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Fino a 60 |
Impianti composti da naspi DN 20 |
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Oltre 60 posti fino a 300 |
Impianti composti da idranti DN 45 e naspi DN 20 |
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Oltre 300 |
Impianti composti da idranti DN 70 |
Bisogna inoltre fare riferimento alla norma UNI 10779 appendice B definizione delle Aree di livello e delle rete idranti per ogni aree di livello (gli ospedali sono classificati di aree di livello 1 )
La collocazione degli idranti DN45 e dei naspi DN20 deve avvenire in modo che pur in presenza di interferenze, ogni punto dell’edificio venga a trovarsi a non più di 20 m dalla lancia di erogazione.
Gli idranti DN 45 devono essere posti in vicinanza delle porte di acceso dall’esterno o dai compartimenti adiacenti e, in caso di presenza di filtri a prova di fumo, all’interno degli stessi.
Gli idranti DN 70 esterni all’edificio dovranno essere collocati in numero sufficiente perché il fronte dell’edificio protetto da ciascun idrante non superi i 60 m. Essi andranno posti ad una distanza di sicurezza non inferiore a 6 m dal fronte dell’edificio per ridurre il rischio di inagibilità in caso d’incendio. Tutti gli idranti devono essere segnalati con cartellonistica a norma europea.
Le dotazioni dei naspi ed idranti devono essere corredate di :
- naspi: tubazione semirigida e flessibile lunga m 20, lancia A25 con bocchello da 10 mm
- idranti DN45: tubazione semirigida e flessibile lunga m 20, lancia A45 con bocchello da 12mm
- idranti DN70: tubazione semirigida e flessibile lunga m 20, lancia A70 con bocchello da 18mm
CARATTERISTICHE DI PORTATA
Dovranno essere garantite le seguenti caratteristiche idrauliche minime: portata minima di 360 lt/min per ogni colonna montante e nel caso di due colonne il funzionamento di entrambe viene considerato una erogazione di 120 lt/min nella parte più sfavorita
Con le nuove normative che verranno promulgate verranno imposte delle vasche di accumulo per alimentazione di riserva.
La rete idrica si può realizzare sia in tubo zincato UNI 8863, UNI 6363 ad alta pressione per ridurre i rischi delle correnti vaganti e agevolare l’installazione.
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