ESEMPI DI IDENTIFICAZIONE DI SORGENTI DI RISCHIO
PER LA SICUREZZA (A) E LA SALUTE (B)
A) Identificazione delle sorgenti
di Rischio per la sicurezza:
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Esempi |
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Rischi da Strutture: |
Altezze: |
< 3,00 m |
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Corridoi: |
ingombri da ostacoli fissi o mobili |
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Pavimenti: |
sconnessi |
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Scale: |
senza protezione. |
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Rischi da Macchine: |
Assenza di protezione su organi in movimento o parti elettriche. |
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Rischi Elettrici: |
Possibilità di contatto con conduttori; presenza di impianti inidonei all’uso o inidonei alle atmosfere presenti dell’ambiente (corrosive, infiammabili, esplosive). |
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Rischi da Sostanze pericolose: |
Sostanze indicate come pericolose dai simboli dell’etichettatura (vedi scheda sostanze chimiche pericolose) e conservati in quantità superiori ad una confezione commerciale per ogni sostanza pericolosa usata. |
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Rischi da Apparecchiature a pressione o sotto vuoto: |
Presenza di bombole di gas compressi, in assenza di bombolario e/o sistemi a pressione o sotto vuoto. |
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SCHEDE INFORMATIVE SULLE SOSTANZE CHIMICHE
SIMBOLI E INDICAZIONI DI PERICOLO
(Legge
29.5.1974 - n° 256)
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Pericoli di Natura Fisica |
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Che a contatto con
l'aria, a temperatura normale e senza ulteriore apporto di energia, può
riscaldarsi e infiammarsi, ovvero: che allo stato solido
può facilmente infiammarsi per la rapida azione di una sorgerete di
accensione e che continua a bruciare o a consumarsi anche dopo
l'allontanamento della sorgente di accensione, ovvero: che allo stato liquido
ha il punto di infiammabilità inferiore ai 21° C, ovvero: che allo stato gassoso
si infiamma a contatto con l'aria a pressione normale, ovvero: che a contatto con l’acqua umida, sprigiona gas facilmente infiammabile in quantità pericolose. |
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Pericoli di Natura Biologica |
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Nota: Per sostanze INFIAMMABILI, non
esiste alcun simbolo. La corretta indicazione per le sostanze infiammabili è la
frase R 10, che non deve essere mai trattata come un simbolo.
B) Identificazione delle sorgenti di Rischio Igienico-ambientale
Rischi da Agenti chimici:
Il rischio da possibile esposizione a sostanze chimiche sussiste quando nell’ambiente si manipola o si lavorano sostanze che sono indicate nell’etichettatura come tossiche o nocive (vedi scheda allegata) in quantità d’uso e con modalità tali da favorire l’esposizione al contatto cutaneo o l’emissione in aria (polveri, fumi, nebbie, gas e vapori) con conseguente rischio di inalazione. Il rischio è funzione di vari parametri quali:
quantità d’uso;
scorta d’uso;
depositi annessi all’ambiente di lavoro;
carenze di informazione;
carenze di formazione sulle modalità di impiego;
carenze significati etichettatura;
carenze significati schede di sicurezza.
Rischi da Agenti fisici:
Il rumore va valutato secondo i criteri previsti dal D. L.vo 277/91.
Il microclima va considerato nel caso di effettivo disagio (es. mancanza di riscaldamento, ambiente troppo umido, anomalo funzionamento dell’impianto di condizionamento con obiettiva sensazione di ‘disconfort’ o di malessere associato al suo funzionamento).
Radiazioni non ionizzanti
Le sorgenti di radiazioni non ionizzanti vanno considerate solo se emettono in ambienti confinati fasci di energia non ‘schermati’. La schermatura deve ‘blindare’ il fascio mediante strutture atte ad impedire la loro diffusione nell’ambiente e deve essere dotata di dispositivi di interdizione della erogazione del fascio, in caso di mancata chiusura della struttura.
In particolare:
Nel caso della radiazione U. V. si devono considerare solo le sorgenti
di U.V.B. e U.V.C. continue o pulsate con durata di impulso superiore a 0,1 m
sec., non protette da schermi fissi.
Nel caso di sorgenti di Radiofrequenza o di
Microonde, si dovranno considerare solo le sorgenti di potenza elevata,
superiore alla decina di kwatt.
Nel caso di Laser si considerano sorgenti di
rischio solo i Laser di classe 3, sia che lavorino nel visibile che nell’U. V.
Le sorgenti di ultrasuoni si considerano
sorgenti di rischio solo se di potenza superiore a 300 w con frequenza dell’ordine delle decine di Khz.
Rischi da agenti biologici:
Il rischio di possibile esposizione a questi agenti deriva dall’impiego di microrganismi, colture cellulari o endoparassiti umani. Va distinto l’impiego volontario, che consente il confronto con strutture ed ambienti a ciò dedicati, dall’esposizione involontaria a sorgenti di emissione incontrollate.
Allegato n° 2
ESEMPI DI INTERVENTI DI PREVENZIONE E MISURE
DI SICUREZZA IN CASO DI RISCHIO
CHIMICO (A) FISICO (B) BIOLOGICO (C)
A) Interventi di prevenzione e
misure di sicurezza in caso di Rischio Chimico
cappe aspiranti;
ventilazione amb. (R/h);
aspirazioni localizzate;
lavorazioni a ciclo chiuso;
automazione - Robot;
sistemi di allarme;
corretto impiego di sistemi di produzione.
guanti;
maschere;
cappe di aspirazione;
corretto impiego delle apparecchiature e
strumentazioni di laboratorio;
propipette;
pipettatrici automatiche;
materiali a perdere;
disponibilità di recipienti per deposito
provvisorio dei rifiuti;
divieto di fumare;
operazioni lontano da fiamme, da sorgenti di
calore, da scintille;
formazione - informazione;
etichettatura;
scheda di sicurezza;
segnaletica di sicurezza;
servizi di sicurezza (docce di emergenza,
lavaocchi, note di intervento di primo soccorso per le sostanze adoperate).
B) Interventi di prevenzione e
misure di sicurezza in caso di Rischio Fisico
controllo del microclima;
corretto funzionamento del sistema di
condizionamento;
corretto funzionamento del sistema di
insonorizzazione;
schermatura macchine;
controllo condizioni di emissione;
corretto funzionamento dell’avvisatore di
miscele infiammabili (se necessario);
corretto funzionamento dell’impianto
antincendio.
occhiali;
schermi protettivi;
maschere per polveri;
cuffie insonorizzanti;
guanti;
caschi.
C) Interventi di prevenzione e
misure di sicurezza in caso di Rischio Biologico
disinfezione (es. UV, ossido di etilene,
formaldeide ecc.);
disinfestazione;
corretto funzionamento del sistema di
filtrazione dell’aria;
corretto impiego dei sistemi di produzione.
mascherine;
guanti;
cabine;
indumenti monouso;
cappe a flusso laminare;
docce e altri sistemi di lavaggio e
disinfezione;
corretto impiego delle apparecchiature e
strumentazioni di laboratorio;
propipette;
pipettatrici automatiche.
organizzazione del lavoro;
segnaletica di sicurezza;
formazione-informazione;
ambienti in depressione;
aria filtrata su filtri ad alta efficienza di
decontaminazione e ricambio;
sterilizzazione delle gabbie nel caso di
sperimentazione ‘in vivo’;
trattamento dei rifiuti.