Il Documento della Sicurezza o la Relazione sui Rischi, può essere svolta seguendo le indicazioni riportate su due schede che ne caratterizzano l’articolazione.
La prima (V.1)riguarda la identificazione dell’azienda o della unità produttiva, con particolare riferimento alla quantificazione degli ambienti di lavoro ed alla descrizione sommaria del tipo di intervento realizzato ai fini del Documento della Sicurezza.
La seconda (V.2) ha il fine di facilitare il compito dei rilevatori e la successiva fase di stima, i dati relativi alle prime due fasi operative, descritte nel capitolo precedente e relative alla identificazione delle sorgenti di rischio ed alla individuazione dei rischi di esposizione, possono essere riportati su una scheda di rilevamento già predisposta.
Tale scheda riporta una prima parte (generale) in cui viene identificato l’ambiente di lavoro in esame e definita la sua destinazione d’uso ed una seconda parte, in cui viene riportata la descrizione del ciclo lavorativo ed il numero degli addetti alle lavorazioni svolte nell’ambiente di lavoro esaminato.
Una terza parte, la registrazione dei risultati, in cui sono predisposti i vari tipi di rischi, di natura infortunistica o di natura Igienico-ambientale, in cui indicare le eventuali sorgenti di rischio rinvenute e le conseguenti misure di sicurezza adottate, nonché, in base ai criteri visti precedentemente, la ‘stima’ dell’eventuale rischio di esposizione dedotto o misurato.
La terza (V.3) riporta, in base ai criteri visti precedentemente i risultati della valutazione di Rischi residui dedotti o misurati, ed il conseguente "PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTI PREVENZIONISTICI".
In particolare il programma integrato dovrà prevedere:
| le misure di sicurezza e protezione da porre in atto; | |
| le azioni di formazione e informazione da realizzare; | |
| un piano per la revisione periodica del processo di valutazione del rischio in relazione alla variazione dei cicli lavorativi o all’ azione di controllo. |
DOCUMENTO DELLA SICUREZZA
(Decreto Legislativo 19 Settembre 1994 n. 626 art. 4)
Ditta(1)
Sede Sociale(2) Tel
Città Prov. ( )
Sede Operativa Tel
Città Prov. ( )
Attività svolta dalla ditta:
Numero dei dipendenti
Datore di lavoro(3)
Ambienti di lavoro N.(4)
All. 1
All. 2
All. 3
All. 4 Planimetria generale dell’azienda e planimetria di ciascun ambiente analizzato.
USL territoriale di appartenenza della ditta (sede operativa)
Descrizione del ciclo lavorativo dell’ intera azienda e dei criteri seguiti nella valutazione dei
Rischi:
(B)
Il "DOCUMENTO DELLA SICUREZZA" è stato elaborato con la previa consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza*e da:
Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione:
( Cognome e Nome) (Firma)
Il Medico competente **:
( Cognome e Nome) (Firma)
Data Il Datore di lavoro
Per presa visione del Rappresentante della Sicurezza
(Firma)
* ove già designato o eletto
** ove previsto
SCHEDA DI RILEVAMENTO DEI RISCHI
AMBIENTE DI LAVORO (identificazione e destinazione):
CARATTERISTICHE STRUTTURALI (Superficie (S); Altezza (h); Superficie Finestra; R=SF/SP):
ATTIVITA’ SVOLTA:
Numero degli addetti:
(A)
|
RISCHI INFORTUNISTICI
|
|||
|
STRUTTURALI |
MECCANICI (1) |
ELETTRICI (1) |
ESPLOSIONI INCENDI (1) |
|
Pavimenti |
Macchina |
Impianto |
Miscele |
|
Pareti |
Apparecchiatura |
Utenza |
Utenza |
|
Uscite |
Impianto |
Sic. Intr. |
Atm. INF/ESPL |
|
Porte |
|||
|
Misure di Sicurezza |
Misure di Sicurezza |
Misure di Sicurezza |
Misure di Sicurezza |
(1) Per tali categorie si dovranno analizzare le SORGENTI di PERICOLO che potranno presentare, ognuno per proprio conto più RISCHI. A tale proposito sarà necessario tenere presente che tali RISCHI (es. elettrico, meccanico, termico, montaggio, disinformazione-avvertimento ecc.) potranno caratterizzarsi - per l’ ambiente in cui si opera - anche a causa di una possibile correlazione ed interdipendenza tra le categorie indicate.
(B)
|
RISCHI IGIENICO-AMBIENTALI
|
|||
|
SOSTANZE PERICOLOSE |
AGENTI CHIMICI |
AGENTI |
AGENTI BIOLOGICI |
|
Corrosive |
Polveri |
Rumore |
Batteri |
|
Irritanti |
Fumi |
Vibrazioni |
Funghi |
|
Caustiche |
Nebbie |
Microclima |
Muffe |
|
Necrotizz. |
Gas |
R. N |
Virus |
|
Vapori |
M. W. |
Rickettle |
|
|
U. S. |
|||
|
Misure di Sicurezza |
Misure di Sicurezza |
Misure di Sicurezza |
Misure di Sicurezza |
(C)
|
(1) RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DOVUTI A FATTORI TRASVERSALI
|
|||
|
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO |
FATTORI PSICOLOGICI |
FATTORI ERGONOMICI |
CONDIZIONI DI LAVORO DIFFICILI |
1) Sono comprese le misure di sicurezza
PROGRAMMA DI INTERVENTO CONSEGUENTE AI RISULTATI DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI RESIDUI
AMBIENTE DI LAVORO (eventuali note esplicative al programma di intervento):
DATA
(A)
|
RISCHI INFORTUNISTICI |
|||
|
CARENZE STRUTTURALI |
MECCANICI |
ELETTRICI |
ESPLOSIONI INCENDI |
|
Rischi residui |
|||
|
Misure di sicurezza da porre in atto |
|||
|
Azioni di formazione e informazione da realizzare |
|||
|
Piano di monitoraggio del rischio in relazione alla variazione dei cicli lavorativi e al controllo. |
|||
(B)
|
RISCHI IGIENICO - AMBIENTALI
|
|||
|
SOSTANZE PERICOLOSE |
AGENTI CHIMICI |
AGENTI FISICI |
AGENTI BIOLOGICI |
|
Rischi residui |
|||
|
Misure di sicurezza da porre in atto |
|||
|
Azioni di formazione e informazione da realizzare |
|||
|
Piano di monitoraggio del rischio in relazione alla variazione dei cicli lavorativi e al controllo. |
|||
(C)
|
RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DOVUTI A FATTORI TRASVERSALI
|
|||
|
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO |
FATTORI PSICOLOGICI |
FATTORI ERGONOMICI |
CONDIZIONI DI LAVORO DIFFICILI |
|
Rischi residui |
|||
|
Misure di sicurezza da porre in atto |
|||
|
Azioni di formazione e informazione da realizzare |
|||
|
Piano di monitoraggio del rischio in relazione alla variazione dei cicli lavorativi e al controllo. |
|||