5. DOCUMENTO DELLA SICUREZZA

Il Documento della Sicurezza o la Relazione sui Rischi, può essere svolta seguendo le indicazioni riportate su due schede che ne caratterizzano l’articolazione.

La prima (V.1)riguarda la identificazione dell’azienda o della unità produttiva, con particolare riferimento alla quantificazione degli ambienti di lavoro ed alla descrizione sommaria del tipo di intervento realizzato ai fini del Documento della Sicurezza.

La seconda (V.2) ha il fine di facilitare il compito dei rilevatori e la successiva fase di stima, i dati relativi alle prime due fasi operative, descritte nel capitolo precedente e relative alla identificazione delle sorgenti di rischio ed alla individuazione dei rischi di esposizione, possono essere riportati su una scheda di rilevamento già predisposta.

Tale scheda riporta una prima parte (generale) in cui viene identificato l’ambiente di lavoro in esame e definita la sua destinazione d’uso ed una seconda parte, in cui viene riportata la descrizione del ciclo lavorativo ed il numero degli addetti alle lavorazioni svolte nell’ambiente di lavoro esaminato.

Una terza parte, la registrazione dei risultati, in cui sono predisposti i vari tipi di rischi, di natura infortunistica o di natura Igienico-ambientale, in cui indicare le eventuali sorgenti di rischio rinvenute e le conseguenti misure di sicurezza adottate, nonché, in base ai criteri visti precedentemente, la ‘stima’ dell’eventuale rischio di esposizione dedotto o misurato.

La terza (V.3) riporta, in base ai criteri visti precedentemente i risultati della valutazione di Rischi residui dedotti o misurati, ed il conseguente "PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTI PREVENZIONISTICI".

In particolare il programma integrato dovrà prevedere:

bulletle misure di sicurezza e protezione da porre in atto;
bulletle azioni di formazione e informazione da realizzare;
bulletun piano per la revisione periodica del processo di valutazione del rischio in relazione alla variazione dei cicli lavorativi o all’ azione di controllo.

DOCUMENTO DELLA SICUREZZA

(Decreto Legislativo 19 Settembre 1994 n. 626 art. 4)

 

Ditta(1)

Sede Sociale(2) Tel

Città Prov. ( )

Sede Operativa Tel

Città Prov. ( )

Attività svolta dalla ditta:

Numero dei dipendenti

Datore di lavoro(3)

Ambienti di lavoro N.(4)

All. 1

All. 2

All. 3

All. 4 Planimetria generale dell’azienda e planimetria di ciascun ambiente analizzato.

USL territoriale di appartenenza della ditta (sede operativa)

Descrizione del ciclo lavorativo dell’ intera azienda e dei criteri seguiti nella valutazione dei

Rischi:

(B)


Il "DOCUMENTO DELLA SICUREZZA" è stato elaborato con la previa consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza*e da:

Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione:

( Cognome e Nome) (Firma)

Il Medico competente **:

( Cognome e Nome) (Firma)

 

Data Il Datore di lavoro

 

Per presa visione del Rappresentante della Sicurezza

(Firma)

* ove già designato o eletto

** ove previsto


SCHEDA DI RILEVAMENTO DEI RISCHI

AMBIENTE DI LAVORO (identificazione e destinazione):

CARATTERISTICHE STRUTTURALI (Superficie (S); Altezza (h); Superficie Finestra; R=SF/SP):

ATTIVITA’ SVOLTA:

 

Numero degli addetti:

 

 

 

(A)

 

RISCHI INFORTUNISTICI

 

STRUTTURALI

MECCANICI

(1)

ELETTRICI

(1)

ESPLOSIONI INCENDI

(1)

Pavimenti

Macchina

Impianto

Miscele

Pareti

Apparecchiatura

Utenza

Utenza

Uscite

Impianto

Sic. Intr.

Atm. INF/ESPL

Porte

Misure di Sicurezza

Misure di Sicurezza

Misure di Sicurezza

Misure di Sicurezza
D. I. P

 

(1) Per tali categorie si dovranno analizzare le SORGENTI di PERICOLO che potranno presentare, ognuno per proprio conto più RISCHI. A tale proposito sarà necessario tenere presente che tali RISCHI (es. elettrico, meccanico, termico, montaggio, disinformazione-avvertimento ecc.) potranno caratterizzarsi - per l’ ambiente in cui si opera - anche a causa di una possibile correlazione ed interdipendenza tra le categorie indicate.

 

 

 

(B)

 

RISCHI IGIENICO-AMBIENTALI

 

 

SOSTANZE PERICOLOSE

AGENTI CHIMICI

AGENTI
FISICI

AGENTI BIOLOGICI

Corrosive

Polveri

Rumore

Batteri

Irritanti

Fumi

Vibrazioni

Funghi

Caustiche

Nebbie

Microclima

Muffe

Necrotizz.

Gas

R. N

Virus

Vapori

M. W.

Rickettle

U. S.

Misure di Sicurezza
D. I. P.

Misure di Sicurezza
Int. Prev.
Int. Protez.

Misure di Sicurezza
Int. Prev.
Int. Protez.

Misure di Sicurezza
Int. Prev.
Int. Protez.

 

 

 

 

 

(C)

 

(1) RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DOVUTI A FATTORI TRASVERSALI

 

 

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

FATTORI PSICOLOGICI

FATTORI ERGONOMICI

CONDIZIONI DI LAVORO DIFFICILI

 

 

1) Sono comprese le misure di sicurezza

 

PROGRAMMA DI INTERVENTO CONSEGUENTE AI RISULTATI DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI RESIDUI

AMBIENTE DI LAVORO (eventuali note esplicative al programma di intervento):

DATA

 

(A)

 

RISCHI INFORTUNISTICI

 

CARENZE STRUTTURALI

 

MECCANICI

 

ELETTRICI

 

ESPLOSIONI

INCENDI

Rischi residui

Misure di sicurezza da porre in atto

Azioni di formazione e informazione da realizzare

Piano di monitoraggio del rischio in relazione alla variazione dei cicli lavorativi e al controllo.

 

 

 

 

(B)

 

RISCHI IGIENICO - AMBIENTALI

 

 

 

SOSTANZE PERICOLOSE

 

AGENTI CHIMICI

 

AGENTI FISICI

 

AGENTI BIOLOGICI

Rischi residui

Misure di sicurezza da porre in atto

Azioni di formazione e informazione da realizzare

Piano di monitoraggio del rischio in relazione alla variazione dei cicli lavorativi e al controllo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(C)

 

RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DOVUTI A FATTORI TRASVERSALI

 

 

 

ORGANIZZAZIONE

DEL LAVORO

 

FATTORI PSICOLOGICI

 

FATTORI ERGONOMICI

 

CONDIZIONI DI LAVORO DIFFICILI

Rischi residui

Misure di sicurezza da porre in atto

Azioni di formazione e informazione da realizzare

Piano di monitoraggio del rischio in relazione alla variazione dei cicli lavorativi e al controllo.